Rai precisa che non è prevista alcuna cancellazione dell'offerta editoriale di Rai Scuola. La sua funzione educativa e divulgativa viene preservata e valorizzata attraverso un'evoluzione delle modalità di distribuzione e fruizione e una presenza più forte su RaiPlay.
La scelta, che s’inserisce nel più complesso progetto di rivisitazione dei canali specializzati atteso da anni e finalmente in via di attuazione, nasce dalla necessità di adeguare il Servizio Pubblico alle modalità di fruizione delle nuove generazioni. I dati di ascolto confermano infatti che il canale lineare di Rai Scuola raccoglie un ascolto molto contenuto: 0,14% di share medio nel 2024, 0,13% nel 2025 e circa 0,09-0,10% nei primi mesi del 2026. Si tratta di dati che evidenziano i limiti della televisione lineare come strumento per raggiungere in modo ampio e sistematico il pubblico scolastico. Rai decide di portare i contenuti dedicati agli studenti laddove sono gli studenti. Un’idea talmente logica che rende incomprensibili alcune polemiche sollevate in queste ore da distratti osservatori.
Il nuovo progetto “Rai Play Scuola e Learning”, approvato all’unanimità dall’intero CdA Rai, supera il modello lineare e sviluppa una piattaforma digitale integrata che riunirà produzioni di Rai Cultura, patrimonio delle Teche Rai e contenuti educativi già disponibili, in un ecosistema on demand tra aula e casa.
La trasformazione risponde a una logica semplice: i contenuti educativi devono essere disponibili quando servono agli studenti, non soltanto quando vengono trasmessi. Il digitale consente di cercare, rivedere e utilizzare i contenuti da scuola e da casa, attraverso televisori connessi, computer, tablet e smartphone.
Anche la rilevazione Qualitel, che attribuisce a Rai Scuola un gradimento di 8,0, su RaiPlay viene confermata in crescita a 8,1, cioè la property digitale Rai più apprezzata.
Il Servizio Pubblico, dunque, non rinuncia alla scuola: investe in un modello più coerente con il modo in cui oggi le nuove generazioni accedono alla conoscenza.
Pensare che per raggiungere i nativi digitali sia indispensabile mantenerli davanti a un canale lineare sarebbe un po' come sostenere che, per usare una biblioteca, sia necessario tornare a consultare soltanto i cataloghi cartacei.
Rai Scuola non chiude: evolve. E, soprattutto, va dove sono gli studenti.
La scelta, che s’inserisce nel più complesso progetto di rivisitazione dei canali specializzati atteso da anni e finalmente in via di attuazione, nasce dalla necessità di adeguare il Servizio Pubblico alle modalità di fruizione delle nuove generazioni. I dati di ascolto confermano infatti che il canale lineare di Rai Scuola raccoglie un ascolto molto contenuto: 0,14% di share medio nel 2024, 0,13% nel 2025 e circa 0,09-0,10% nei primi mesi del 2026. Si tratta di dati che evidenziano i limiti della televisione lineare come strumento per raggiungere in modo ampio e sistematico il pubblico scolastico. Rai decide di portare i contenuti dedicati agli studenti laddove sono gli studenti. Un’idea talmente logica che rende incomprensibili alcune polemiche sollevate in queste ore da distratti osservatori.
Il nuovo progetto “Rai Play Scuola e Learning”, approvato all’unanimità dall’intero CdA Rai, supera il modello lineare e sviluppa una piattaforma digitale integrata che riunirà produzioni di Rai Cultura, patrimonio delle Teche Rai e contenuti educativi già disponibili, in un ecosistema on demand tra aula e casa.
La trasformazione risponde a una logica semplice: i contenuti educativi devono essere disponibili quando servono agli studenti, non soltanto quando vengono trasmessi. Il digitale consente di cercare, rivedere e utilizzare i contenuti da scuola e da casa, attraverso televisori connessi, computer, tablet e smartphone.
Anche la rilevazione Qualitel, che attribuisce a Rai Scuola un gradimento di 8,0, su RaiPlay viene confermata in crescita a 8,1, cioè la property digitale Rai più apprezzata.
Il Servizio Pubblico, dunque, non rinuncia alla scuola: investe in un modello più coerente con il modo in cui oggi le nuove generazioni accedono alla conoscenza.
Pensare che per raggiungere i nativi digitali sia indispensabile mantenerli davanti a un canale lineare sarebbe un po' come sostenere che, per usare una biblioteca, sia necessario tornare a consultare soltanto i cataloghi cartacei.
Rai Scuola non chiude: evolve. E, soprattutto, va dove sono gli studenti.